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VR IN CAMPO MEDICO

 

 

 

Il dottor Ziv Haskal, radiologo intervenzionista e docente presso l’Università statale del Virginia Health System (USA) ha sviluppato una nuova tecnica di insegnamento che impiega la realtà virtuale.

“E’ un nuovo inizio in un campo che non avevamo mai esplorato prima” ha affermato il dottor Haskal.

Haskal è specializzato nella cura di diverse malattie utilizzando procedure minimamente invasive che si servono di piccoli tubicini; mediante una telecamera a 360° ha filmato una delle procedure più complesse del suo lavoro, ossia quella che crea un nuovo vaso sanguigno all’interno del fegato. Il video mostra 10 differenti scatti e molteplici angolazioni così che chi guarda il video possa vedere tutta la procedura come se fosse presente nella camera operatoria.

“Grazie a questo strumento, ho capito che possiamo preparare il medico a fare il suo lavoro con anticipo, rendendolo più sicuro di ciò che andrà a fare” continua il dottore. “Indossare un visore di realtà virtuale, inoltre, dona una prospettiva diversa che vale la pena sperimentare. È come lasciare una stanza buia dopo tanto tempo e rivedere la luce”.

Haskal, che ha trascorso anni in viaggio per il mondo insegnando questa procedura da altri medici, è intenzionato a vedere gli effetti di queste nuove invenzioni nel futuro della medicina.

“L’idea che tutti, nel mondo, potranno usare questo strumento per aiutare i pazienti o per migliorare le proprie capacità è molto emozionante e stimolante”.

La previsione è che questo tool sarà ampiamente utilizzato in futuro: il medico stima che in 5 anni, sarà la chiave di volta dei medici per risolvere i problemi dei pazienti, nonché uno strumento vincente per coloro che lavorano nell’istruzione in campo medico.

Cosa ne pensi di questa innovazione? Se vuoi saperne di più, contatta il team di Metalab360.

fonte: http://www.newsplex.com/content/news/UVA-Doctor-uses-virtual-Reality-to-Teach-477085013.html

IL FUTURO DELLA BEAUTY EXPERIENCE

 

 

 

L’Oréal, fra i più importanti e influenti beauty brand al mondo, sta accelerando i tempi per acquistare ModiFace, compagnia tech canadese che crea prodotti beauty per il mondo digitale.

In un recente comunicato stampa L’Oréal afferma di voler procedere all’acquisizione “del 100% di ModiFace”. Per chi non la conoscesse: ModiFace è un’azienda leader nel campo della Realtà Aumentata e dell’Intelligenza Artificiale che opera principalmente nell’industria cosmetica e nel business della bellezza in generale, le sue invenzioni sono utilizzate dalla quasi totalità delle aziende cosmetiche più importanti al mondo. La fusione è parte integrante di un piano della società cosmetica francese (L’Oréal) che prevede la volontà di accelerare la propria strategia digitale, nonché la fornitura ai suoi 34 sotto-brand internazionali di tecnologie sempre più all’avanguardia al fine di migliorare la beauty experience dei clienti.

ModiFace, grazie a un team di 70 persone tra ingegneri, ricercatori e scienziati – che hanno rilasciato più di 200 pubblicazioni scientifiche e registrato oltre 30 brevetti – crea tecnologie avanzate fra cui il makeup in tecnologia virtuale 3D e la diagnosi di colorito e pelle utilizzando la tecnologia del riconoscimento facciale. Una realtà importante di cui tuttavia non si conosce il vero “prezzo”: i dettagli economici della fusione – certamente milionaria – non sono ancora stati resi noti.

“Siamo orgogliosi ed elettrizzati di dare il benvenuto a ModiFace nella grande famiglia L’Oréal. […]Tra le aziende tech migliori al mondo, con il suo team eccellente e sempre all’avanguardia, ModiFace supporterà la reinvenzione della beauty experience che offriamo ai nostri clienti” afferma Lubomira Rochet, Chief Digital Officer di L’Oréal, nel comunicato stampa. “Noi di L’Oréal vogliamo essere i pionieri di una nuova pagina dell’industria cosmetica e garantire ai nostri clienti dei nuovissimi servizi ed esperienze, sempre più innovativi ed ultra moderni.”

Il quartier generale di ModiFace si troverà presso la L’Oreal’s Digital Service Factory, uno spazio dove ci si focalizzerà sul design e sullo sviluppo di nuovi servizi digitali per i tanti brand che fanno capo a L’Oréal.

“La fusione L’Oréal-ModiFace rappresenta un’incredibile opportunità per cambiare il mondo beauty e ‘fonderlo’ con il mondo della Realtà Aumentata e dell’Intelligenza Artificiale. I risultati di queste ricerche modificheranno le fondamenta stesse dell’industria cosmetica per gli anni a venire. Tutto il nostro team e io” afferma Parham Aarabi, fondatore e CEO di ModiFace “siamo entusiasti di unirci alla grande famiglia L’Oréal, e speriamo di rendere insieme il mondo beauty sempre più digital friendly!”.

Cosa ne pensi di questi cambiamenti nel campo della cosmesi? Vuoi scoprire di più sulla Realtà Aumentata e sulla Realtà Virtuale? Contatta il team di Metalab360!

Fonte: https://www.pymnts.com/news/retail/2018/loreal-buys-modiface-digital-expansion-augmented-reality-artificial-intelligence-ar-ai/

AR PER IMPARARE LE LINGUE

 

 

 

Mondly, una delle piattaforme per l’apprendimento linguistico più popolare nel mondo – conta circa 30 milioni di utenti – ha rilasciato MondlyAR, la prima app di language learning che utilizza la realtà aumentata, nonché chatbots con riconoscimento vocale.

MondlyAR offre lezioni virtuali e interessanti conversazioni in 7 lingue come francese, spagnolo, italiano, portoghese, tedesco, inglese e inglese americano. Durante l’esperienza, un insegnante virtuale intavola discussioni e conversazioni con l’utente, offrendo un feedback istantaneo e rispondendo a domande e affermazioni con voce umana. Per coinvolgere ancora di più gli studenti e rendere l’esperienza ancora più immersiva, sono disponibili – sempre tramite AR – immagini di pianeti, mondo animale, strumenti musicali, e molto altro. Gli studenti per primi potranno alzarsi e camminare nella stanza per prendere contatto – anche se solo virtuale – con tutti i contenuti. Mondly ha collaborato fianco a fianco con Google per costruire l’esperienza di realtà virtuale con ARCore.

“È stato incredibilmente emozionante lavorare con Google per la creazione di MondlyAR. Ciò è l’ennesima dimostrazione che siamo sempre in prima linea per i progressi nel mondo della realtà aumentata” ha affermato Alex Iliescu, CEO di Mondly.

Iliescu, inoltre, crede che MondlyAR cambierà completamente il modo in cui le persone apprenderanno: “L’obiettivo principale di Mondly è sempre stato quello di abbattere le barriere dell’apprendimento basato sulla tecnologia. Mentre MondlyVR è stato uno step enorme nella giusta direzione, con il rilascio di MondlyAR i visori non saranno più barriere per l’immersione linguistica con un insegnante virtuale”.

Per provare l’esperienza MondlyAR è necessario scaricare l’app Mondly da Google Play. Alcune lezioni introduttive sono gratis, mentre l’esperienza AR completa è accessibile solo acquistando Mondly Premium: accesso completo a tutte le lezioni in 33 lingue a 9,99$ al mese o, in alternativa, a 47,99$ all’anno.

Cosa ne pensi di questa app? Ti piacerebbe saperne di più? Per qualsiasi informazione, contatta il team di Metalab360.

Fonte: http://www.prnewswire.co.uk/news-releases/mondly-launches-the-first-augmented-reality-experience-that-uses-speech-recognition-to-teach-languages-677238623.html

AR A PORTATA DI MANO

 

 

 

Nelle ultime settimane, Leap Motion ha testato dei prototipi di interfaccia AR molto interessanti sfruttando l’ausilio di alcuni visori inediti. La scorsa settimana, la compagnia ha rivelato che l’headset impiegato è in realtà una sua produzione esclusiva, dotata di un maggiore campo visivo e di un’altissima risoluzione.

Il progetto si chiama North Star ed è tutto da scoprire!

Fondata nel 2010, Leap Motion sviluppa applicazioni basate sulla tecnologia dell’hand-tracking (che si focalizza sull’utilizzo delle mani) con una particolare attenzione al mondo dell’AR. Dopo anni di studi, ricerche e progettazione è riuscita nel suo obiettivo: realizzare un prototipo “fatto in casa” tutto a marchio Leap Motion. Questo nuovo progetto vuole rompere le limitazioni dei visori presenti sul mercato sia per sviluppo tecnologico sia per livello di spesa. Dalla società, infatti, affermano che grazie alla produzione in serie, l’headset costerà meno di 100$.

Questo particolare visore utilizza dei display montati al lato dell’apparecchio che permettono una risoluzione di 1600×1400 pixel per ciascun occhio a 120 FPS, con oltre 100 gradi combinati di campo visivo senza dimenticare l’hand-tracking per integrare le mani durante l’esperienza AR.

“[…] Volevamo creare un oggetto con le specifiche tecniche più spettacolari possibili e realizzare qualcosa mai neanche pensata prima. L’aspetto di cui siamo più fieri è quello di aver sviluppato anche la visione in verticale: d’ora in poi sarà possibile guardare verso il basso, portarsi le mani al petto e vedere comunque in realtà aumentata gli elementi sovrapposti alle nostre mani. Non parliamo di una funzione base presente su tutti i visori AR: questo è un tool di lusso!”

Ma il North Star Project non si ferma qui! La società ha già in mente nuovi approfondimenti per implementare l’headset, ad esempio:

• casse montate vicino alle orecchie per un audio discreto e localizzato;

• sensori luminosi montati sul visore per una maggiore luminosità durante l’esperienza a 360°;

• micro-attuatori che muovono i display per frazioni di un millimetro per permettere una profondità variabile e dinamica del campo visivo basata sulla convergenza dell’occhio.

Leap Motion auspica che il suo progetto “sarà orientato a rafforzarsi e a diventare presto disponibile per gli appassionati di AR in tutto il mondo”.

Cosa ne pensi di questo dispositivo? Ti incuriosiscono queste opportunità?

Se vuoi saperne di più, contatta il team di Metalab360.

Fonte: 

https://www.roadtovr.com/leap-motion-reveals-project-north-star-an-open-source-wide-fov-ar-headset-dev-kit/

GOOGLE LENS È UFFICIALMENTE DISPONIBILE SU iOS

 

 

 

Google ha ufficialmente lanciato sul mercato la nuova funzionalità Lens, disponibile anche per i dispositivi Apple dotati di sistema iOS. Per chi non la conoscesse, Lens è una funzione on-demand in grado di riconoscere gli oggetti che sono stati fotografati, alla quale si può accedere tramite l’app Google Foto. Quando un utente scatta una foto a un libro o un dipinto, Lens è in grado di distinguerlo e fornire informazioni dettagliate sull’oggetto in questione.

Lens può riconosce biglietti da visita, libri, monumenti storici, edifici di interesse, dipinti, piante, animali, volantini senza tralasciare i cartelloni giganti che si vedono in strada. Quando si utilizza Lens su una foto che raffigura numeri di telefono o indirizzi, è possibile salvare questi ultimi direttamente nei contatti del proprio dispositivo, allo stesso modo gli eventi potranno essere aggiunti e memorizzati sul calendario digitale.

Per accedere a questa innovativa estensione sul proprio device iOS è necessario aprire l’app Google Foto, selezionare uno scatto e poi premere sull’icona Google Lens: da qui sarà possibile accedere a tutti i dettagli forniti da Google e selezionare le varie azioni disponibili. Sarà inoltre possibile cancellare la cronologia tramite l’opzione “La mia attività” in qualsiasi momento.

L’estensione funziona solo dalla versione 3.15 di iOS in poi, se non l’hai già fatto ricorda di aggiornare il sistema per utilizzare Google Lens.

Cosa ne pensi di questo dispositivo? Ti incuriosiscono queste opportunità? Se vuoi saperne di più, contatta il team di Metalab360.

Fonte: https://www.theverge.com/2018/3/16/17128518/google-lens-available-ios-photos-apple

GUERRILLA AR(t)

 

 

 

“Hello, we’re from the internet” [Ciao, siamo di internet] è un progetto artistico che si sta svolgendo all’interno della sala dedicata a Jackson Pollock del MoMA.

Venerdì 3 marzo, presso il museo di arte moderna di New York (MoMA), un collettivo composto da otto artisti ha trasformato la sala dedicata a Jackson Pollock in un’istallazione artistica, realizzata completamente in realtà aumentata senza chiedere il permesso a nessuno. Due ore prima della chiusura, il gruppo ha raggiunto il quinto piano del museo, che in quella particolare giornata distribuiva biglietti gratuiti: la sala scelta era piena di visitatori, principalmente interessati a vedere le opere del famoso artista, quando improvvisamente una manciata di persone è stata vista sollevare il proprio smartphone. Attraverso l’app gratuita MoMAR, realizzata dal collettivo, gli ospiti hanno visto le opere AR, sovrapporsi a quelle di Jackson Pollock, aprendo così le porte (virtuali) della galleria in realtà aumentata. Mentre gli artisti sono riusciti a rendere disponibile la loro app sul Google Play Store, l’App Store non ha accettato la richiesta in tempo per l’evento. Così per rimediare, sono stati messi a disposizione degli iPhone con l’applicazione preinstallata, al fine di dare la possibilità ai visitatori di sperimentare l’esibizione. La sala di Jackson Pollock è solo la prima tappa; il gruppo intende mantenere attiva la galleria per tre mesi, dopodiché la volontà è quella di incorporare altre opere di artisti famosi, lasciando il progetto completamente open source, per dare la possibilità a chiunque di partecipare. “Stiamo letteralmente cercando di rivendicare lo spazio”, ha detto Damjansky, uno degli artisti del gruppo. Il MoMA, che ha diverse guardie di sicurezza stazionate su ogni piano del museo, non sembra essersi opposto all’azione. Molti custodi apparivano confusi quando vedevano i visitatori usare i telefoni, ma non hanno fatto alcuno sforzo per fermare la galleria AR. Nei giorni successivi al lancio, Damjansky ha dichiarato di non aver ricevuto alcun commento dal museo. “È divertente, perché anche le persone che stavano effettivamente visitando il MoMA sono rimaste colpite dal lavoro e hanno voluto sperimentare attraverso l’obiettivo dei loro device, scattando selfie e foto”, ha detto Barcia-Colombo, altro artista del gruppo. I creatori hanno detto di aver scelto la sala dedicata a Jackson Pollock per diversi motivi, ma due in particolare hanno guidato la scelta: prima di tutto poiché i sette dipinti di Pollock fanno parte della collezione permanente quindi raramente vengono spostati. Secondariamente poiché nella stanza è presente una comoda panchina.

Ti è piaciuto questo progetto? Vuoi scoprire di più sulla Realtà Aumentata o Realtà Virtuale? Contatta il team di Metalab360, per scoprire tutte le ultime novità.

Fonte:

https://motherboard.vice.com/en_us/article/8xd3mg/moma-augmented-reality-exhibit-jackson-pollock-were-from-the-internet

MoMAR gallery website: http://momar.gallery/

VIRTUALE SEMPRE PIÙ REALE

 

 

 

Cosa sono i Vive tracker? Quali sono le loro potenzialità? A queste domande risponde un team di developers selezionato da HTC, per scoprire tutte le ultime novità sui dispositivi e come la loro entrata in scena sta cambiando tutto quello che sapevamo sulla realtà virtuale.

Cosa state sperimentando attualmente con il VIVE tracker?

Il nostro obiettivo si concentra sull’analizzare i casi pratici dell’utilizzo della realtà aumentata e della realtà virtuale, così il nostro primo istinto è stato quello di trovare modi utili per risolvere i problemi “di tutti i giorni” legati a questa tecnologia.

Una volta ricevuti i tracker, quali sono stati i primi esperimenti che avete condotto?

Come primissima prova li abbiamo integrati a una pistola della Xbox. Era un vecchio controller che avevamo a casa e abbiamo pensato che sarebbe stato divertente come primo test. Con nostra grande sorpresa, abbiamo aperto la scatola, avvitato il tracker – mediante un supporto – e ha subito funzionato! La parte più incredibile è stata quella di poter visualizzare l’oggetto in questione nello spazio VR; così a turno abbiamo provato a lanciarci contro oggetti con installato il tracker. Riuscire ad acchiapparli, indossando l’headset è stato strabiliante e da esperti del settore VR, dobbiamo dire che è stata una delle cose più eccitanti che abbiamo mai visto. Questo ci ha fatto pensare a modi più funzionali di sfruttare i Vive tracker, per esempio: quando si è immersi in un’esperienza, cambiare posizione risulta spesso complicato. Generalmente bisogna togliere il visore interrompendo l’immersione. Così abbiamo aggiunto un dispositivo alle nostre sedie da ufficio. Grazie all’integrazione del fattore “comodità“, sicuramente molti più utenti saranno invogliati a utilizzare la realtà virtuale.

Sappiamo che avete utilizzato i VIVE tracker per eseguire un test in una situazione piuttosto insolita. Potete dirci di più al riguardo?

Beh, uno dei disagi che abbiamo riscontrato di più nell’usare la realtà virtuale è la costante paura di inciampare sui propri animali domestici mentre si indossa l’headset. Quindi abbiamo pensato di usare i Vive tracker per visualizzarli meglio. Siamo abituati ad avere i nostri cani intorno mentre cuciniamo o giriamo per casa, ma in effetti loro non capiscono che stiamo camminando senza vederli mentre siamo immersi nella realtà virtuale. Abbiamo attaccato i tracker ai cappottini di due piccoli aiutanti e all’istante abbiamo potuto vederli fluttuare nello spazio VR.

Avete testato i tracker in un ambiente inspirato al mondo del retail. Come avete affrontato questo aspetto e come hanno risposto gli utenti che hanno preso parte all’esperimento?

Il nostro ultimo test è stato quello di integrare i Vive tracker in un progetto al quale stiamo lavorando. Si tratta di un sistema attraverso il quale simuliamo gli allestimenti dei negozi in realtà virtuale. Ma le persone che testano fisicamente questi ambienti, spesso non sono abituati a usare il VR. Per aiutarli a immergersi meglio in questo test, abbiamo deciso di tracciare un carrello della spesa. Grazie alla spinta del carrello gli utenti riuscivano ad avere un senso più “realistico” dell’esperienza e ne comprendevano il funzionamento più velocemente, facendoci risparmiare tempo nei test.

Infine, che cosa vi entusiasma per le future applicazioni della realtà virtuale?

Ci sono infinite opportunità con la programmazione della realtà virtuale. Lo vediamo ogni giorno. Adoriamo la sfida che si presenta quando dobbiamo creare un ambiente avvincente e coinvolgente. Con la rapida evoluzione della tecnologia questi ambienti diventeranno sempre più interessanti e grazie a strumenti come i Vive tracker, sempre più interattivi.

Ti incuriosiscono queste opportunità? Se vuoi saperne di più, contatta il team di Metalab360.

Fonte: https://blog.vive.com/us/2017/07/10/vive-trackers-a-developers-first-look-from-futurus

REALTÀ VIRTUALE ALLA PORTATA DI TUTTI

 

 

 

L’argomento di oggi arriva direttamente dal gruppo VR First – iniziativa globale che promuove la ricerca in campo VR e AR – assieme a un team di società leader del settore collegate alla Virtual Reality e Augmented Reality, annuncia il lancio del primo VR Bundle per scopi accademici, creato al fine di incentivare la ricerca e l’innovazione nel settore VR.

Il bundle, presentato a San Francisco durate la VRX Conference & Expo 2017, è composto da strumenti e servizi forniti dalle più importanti società e organizzazioni del settore.
L’idea è quella di facilitare l’ingresso nel mondo VR a studenti, programmatori, imprenditori e ricercatori di tutto il mondo. Ciò è reso possibile grazie alla partecipazione di società come Intel, HTC Vive, Leap Motion, CDWG, Futuremark, MixCast, SpringboardVR e Senses Global, i quali hanno messo a disposizione i materiali e le conoscenze per permettere alle istituzioni accademiche di migliorare i propri laboratori VR e AR.

All’interno del pacchetto troviamo alcune fra le più nuove tecnologie VR/AR come:
Headset HTC Vive, completo di Vive Delux Audio Strap e Vive Tracker e di contenuti di studio scaricabili dal Viveport store;
PC dotati di processori Intel® Core ™ i7, per offrire la migliore esperienza e prestazioni nella creazione e lo sviluppo di contenuti VR;
Tecnologia di tracciamento manuale Leap Motion direttamente collegata all’headset VR/AR;
VRMark, software di benchmarking sviluppato da Futuremark;
MixCast di Blueprint Reality, che consente creare in tempo reale contenuti 2D da applicazioni VR;
Il software di gestione VR di SpringboardVR, per automatizzare lo storage, la distribuzione e il lancio di contenuti VR;
Il catalogo del bundle Accademico relativo a servizi di approvvigionamento e logistica forniti da CDWG;
Accesso alle soluzioni e ai servizi tecnologici per VR, AR, Human Augmentation e Smart Robot della Senses Global;
Guida sulle procedure consigliate sviluppate dal gruppo di lavoro IEEE VR / AR;
Accesso alla vasta rete di partner industriali di VR First, per approfondire la ricerca e aumentare conoscenza delle ultime tecnologie.

Il bundle è già disponibile all’interno del Regional Growth Service Program, con la promessa da parte di Ferhan OzkanCEO di VR First – che a partire dall’inizio del 2018 saranno inseriti nuovi contenuti sia hardware sia software.

Con questa iniziativa VR First pone come obbiettivo il rinnovo delle strutture accademiche esistenti, e mette a loro disposizione la possibilità di usufruire di soluzioni end-to-end al fine di creare nuove organizzazioni focalizzate sulla ricerca VR e AR.

La possibilità, concessa da VR First, di accedere a un network globale dotato di un forte bagaglio di conoscenze tecniche è uno strumento chiave per coltivare nuovi talenti nello sviluppo di VR / AR e convertire idee in opportunità di business. Il lavoro di VR First e del Regional Growth Service Program è il risultato del Lab Seed Support Program avviato due anni fa. Grazie a questi programmi, VR First ha sponsorizzato molti hackathon e meetup, e ha fondato più di 50 laboratori in tutto il mondo. Per scoprire tutti gli ultimi aggiornamenti da parte di VR First, visita questo link.

In conclusione, queste innovazioni sono alla base della ricerca costante che conduce Metalab360, con una peculiarità: renderle disponibili alle aziende italiane che vogliono innovare anche attraverso i progetti di AR e VR.
Vuoi verificare come Augmented Reality e Virtual Reality contribuiscono al futuro della tua azienda? Confrontati con il team di Metalab360!

HEADSET STANDALONE: IL FUTURO DELLA TECNOLOGIA VR

 

 

 

Oggi volevamo condividere le ultime novità legate ai progetti di Realtà Virtuale direttamente dal team Oculus, l’azienda di Zuckerberg che si è dimostrata una dei pionieri delle applicazioni.

L’ultima frontiera della Virtual Reality è certamente l’indipendenza del visore da qualsiasi tipo di input esterno per condividere contenuti. Il Team Oculus, proprio sulla base di ciò, ha presentato due coraggiosi progetti che gettano le basi di una nuova era in campo VR: Oculus Go e il progetto Santa Cruz.

Oculus Go, presentato negli scorsi mesi, è la nuova standalone headset di Oculus, che non ha bisogno né di cavi né di uno smartphone per essere utilizzato.

Oculus Go è stato pensato per essere il più leggero e confortevole possibile: la mascherina è realizzata con materiali morbidi e traspiranti e le cinghie sono facilmente regolabili. Inoltre, è stata anche ottimizzata l’esperienza visiva VR, grazie alla presenza di schermi LCD fast switch ad alta risoluzione che hanno notevolmente ridotto lo screen-door effect e all’incremento della nitidezza delle immagini. Interessante è l’audio spaziale integrato all’interno delle cinghie, che permette di utilizzare il visore anche senza l’ausilio delle cuffie (è comunque presente un jack da 3,5 mm, per un ascolto in privato).

Come ciliegina sulla torta, gli sviluppatori Oculus stanno lavorando in maniera tale da rendere il visore compatibile con il Gear VR di Samsung. Grazie all’utilizzo della stessa tipologia di controller in entrambi i device, tutti i contenuti già sviluppati per il Gear VR saranno fruibili anche con l’Oculus Go, già caricati nella sua libreria. Oculus Go, sarà disponibile all’inizio del prossimo anno, a partire da 199 dollari.

Grazie alla libertà di movimento, alla facilità di utilizzo e al prezzo, questa nuova headset vuole rivoluzionare l’esperienza VR, rendendola ancora più accessibile e coinvolgente per tutti.

Ma le sorprese non finiscono qui: importanti aggiornamenti arrivano da parte del Team Oculus sul tanto atteso progetto Santa Cruz. Il lavoro svolto nella realizzazione dei nuovi controller segna una pietra miliare nell’avanzamento della tecnologia VR.

Il Team Oculus, partendo proprio dalla ricerca sviluppata per Rift e Touch, è riuscito a progettare dei controller dotati di LED’s infrarossi in grado di comunicare direttamente con i quattro sensori ultra-wide posti sul visore.
Quest’ultimo, anche in questo caso completamente autonomo, avrà un computer integrato nella struttura della headset (il visore VR ndr), posto sul retro della nuca dell’utente.

Grazie all’implemento del raggio d’azione dei sensori, da cui discende la possibilità di muoversi in totale libertà, sta nascendo la nuova generazione di headset, che ha come obbiettivo quello di cambiare per sempre l’esperienza della Virtual Reality. Se sei interessato a conoscere tutte le ultime novità da parte del Team Oculus, puoi trovare maggiori informazioni seguendo questo link.

In definitiva la tecnologia per i progetti di VR (e soprattutto di AR) non smette di evolvere, la vera sfida per le aziende rimane comprendere come sfruttare questi nuovi strumenti di comunicazione innovativi per ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza.

Vuoi verificare come applicare la Virtual Reality per la tua impresa? Confrontati con il team di Metalab360!